RIFLESSIONI SUL NEOLIBERISMO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
Alla luce degli ingenti stanziamenti monetari che i vari stati USA, Germania, UK , Italia e poi Europa e tanti altri, stanno immettendo nell’economia forse è il momento di fermarci a riflettere sul modello economico che imperversa dagli anni ’80: il neo liberismo.
Si può pensare che abbia fallito?
Una folle corsa verso l’annullamento totale di ogni forma di umanità dell’economia.
Non più l’attenzione rivolta verso l’individuo ed il benessere collettivo ma l’esatto opposto!
Ovvero lo sfruttamento, in ogni sua declinazione, dell’individuo e della collettività per l’arricchimento di pochi. Per poi richiedere l’intervento pubblico quando inevitabilmente il sistema evidenzia le sue storture.
E allora è il caso di rileggere e studiare i principi fondamentali dell’economia.
Forse un esempio può essere utile: un articolo del 06-12-18 apparso sul sole 24 ore riportava un dato allarmante: il rapporto tra il valore dei titoli Derivati mondiale ed il PIL del mondo ammontava a 33 volte; ovvero circolano nel mondo titoli finanziari per un valore oltre 30 volte il patrimonio di tutto il mondo!
E tutto questo è avvenuto dagli anni ’80 in poi cioè quando la finanza ha pensato bene di non rimanere agganciata all’economia reale.
Non potendo alimentare oltre un tale sistema economico e di sviluppo quale alternativa abbiamo?
In un ottimo studio presentato a novembre 2019 nella rivista N+1 nelle chiosa finale si legge…
“non c’è più uno sviluppo economico ed un piano capitalistico a cui agganciare la dinamica antitetica di crescita del partito di classe, viene da sé che, ad una situazione economica mondiale sempre più caotica e nebulosa, l’emergenza del partito non può che avvenire attraverso una dinamica di tipo catastrofico: collasso del sistema e simultanea formazione dell’organo politico di guida.”
Senza auspicarci catastrofi o collassi del sistema, la situazione attuale potrebbe fornire lo stimolo e la necessità di superare la vecchia tesi dualistica del Capitale e del Lavoro e la relativa lotta di classe contro l’elite capitalistica.
Imparando dal passato e dalle teorie economiche che si sono succedute negli ultimi 150 anni, potremmo pensare allo sviluppo di un modello economico che abbia come fine il benessere della collettività intesa come popolazione globale in un ecosistema globale. Un modello di sviluppo che sia remunerativo per il Capitale ma dove la remunerazione sia anche, equità sociale, sviluppo sostenibile, ecologia, ambiente.
Abbiamo l’occasione per ripensare un futuro completamente diverso!